Una docu-inchiesta sull’inquinamento da Pfas, le sostanze chimiche invisibili che da 50 anni contaminano il nostro pianeta, Italia compresa. Nel 2013, in Veneto, è stato scoperto l’inquinamento da Pfas più esteso al mondo: 200 km quadrati di territorio, 350mila persone colpite. La contaminazione proviene dall’attività di un’azienda chimica, la Miteni, che per anni avrebbe sversato queste sostanze nell’ambiente. I pfas sono finiti in una delle falde acquifere più grandi d’Europa e, da lì, hanno raggiunto gli acquedotti pubblici e i pozzi privati. Dagli anni ‘60 ad oggi la popolazione, ignara, ha bevuto acqua “avvelenata”. In America è accaduta la stessa cosa 14 anni prima. Chi doveva controllare? Mentre a Vicenza è appena partito uno dei più grandi processi ambientali mai celebrati in Italia, il grido disperato della “Mamme No Pfas” ha raggiunto le stanze del potere. La vastità dell’inquinamento si misura nel sangue dei loro figli. “È come se tuo figlio avesse, nel suo corpo, una bomba innescata”, dicono. Le mamme chiedono giustizia in tribunale e leggi più stringenti alla politica, ma le lobby internazionali della chimica non ci stanno. È la guerra di Davide contro Golia e la vittoria dell’uno o dell’altro dipende anche da noi. Quanto siamo disposti a pagare in nome del progresso?

MARCO CATTANEO

JACOPO PASOTTI

FABIANO VENTURA

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Il destino dei ghiacci
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